
L’ipoacusia, intesa come una riduzione più o meno grave della capacità uditiva, è la patologia che più di tutte coinvolge la qualità della vita in quanto compromette quella che è la funzione principale dell’udito, ovvero la comunicazione ed il rapporto dell’individuo con le persone che lo circondano.
Viviamo in un mondo di suoni, e la possibilità di apprezzarli e di comunicare avviene grazie al sistema uditivo.
L’udito è un sistema estremamente complesso, il primo dei cinque sensi a svilupparsi nel feto e a permettere il contatto con il mondo esterno. L’elemento fondamentale di questo sistema è l’orecchio, l’organo preposto nel sentire i suoni e nel dare loro un significato biologico e sociale.
L’orecchio riceve e converte i suoni in impulsi elettrici che vengono trasmessi attraverso il nervo acustico, al cervello, dove vengono analizzati ed interpretati.
Una qualsiasi alterazione anatomo – funzionale di una delle strutture interessate in questo complesso sistema porta con se un cambiamento della sensazione uditiva e quindi una alterazione del nostro rapporto con il mondo esterno.
L’ipoacusia può essere unilaterale (solo un orecchio ne è affetto) o bilaterale. Di entità lieve, media, grave e gravissima, gradazione che in genere si basa sul risultato dell’esame audiometrico.
La perdita completa unilaterale dell’udito è definita anacusia, quando invece la perdita totale e bilaterale si parla di cofosi.
Non tutte le sordità o ipoacusie sono della stessa natura, in fatti in base alla sede del danno, l’ipoacusia può essere classificata in:
trasmissiva: espressione di una lesione a carico dell’apparato di trasmissione (orecchio esterno e/o medio). L’entità del deficit non supera mai i 60 dB.
Neurosensoriale: espressione di un danno a carico dell’orecchio interno che può interessare le cellule cigliate e/o il nervo acustico (apparato di trasduzione). L’entità dell’ipoacusia può variare da lievi deficit a volte impercettibili sino alla perdita totale dell’udito.
Mista: se vi è contemporanea sofferenza sia dell’apparato di trasmissione che del nervo acustico (solitamente in caso di patologia cronica dell’orecchio medio cui consegue una sofferenza secondaria dell’orecchio interno)
Percettiva: espressione di una sofferenza delle vie uditive centrali distali, in questo caso il soggetto può percepire discretamente bene i toni presentati in audiometria tonale ma avere grosse difficoltà nell’integrazione verbale, risultando difficile o impossibile comprendere nitidamente il parlato.
L’ipoacusia trasmissiva è la tipologia di deficit uditivo più comunemente riscontrata in età pediatrica, ove vi è un elevata prevalenza di otite siero-mucosa.
Viceversa nell’età adulta vi è una prevalenza delle forme neurosensoriali, principalmente rappresentate dalla progressiva perdita di cellule sensoriali, spesso dovuta all’invecchiamento.
Disturbi uditivi quali ipoacusia, iperacusia, misofonia e disacusie in genere, possono quindi essere studiate attraverso esami diagnostici soggettivi ed obbiettivi, non invasivi.
L’ attenta anamnesi (ascolto del paziente e raccolta dei dati riguardanti i sintomi) che precede qualsiasi esame e le prove strumentali atte ad indagare il sistema uditivo nelle sue parti, sono quindi in grado di fornire i principi per un inquadramento corretto e puntuale del disturbo.
Bibliografia di riferimento
Audiometria clinica, Giordano-Albera-Beatrice, edizioni Minerva Medica
Audiologia e Foniatria, Albera-Schindler, edizioni edizioni Minerva Medica
Vestibologia Clinica corso teorico-pratico, Università degli Studi di Firenze
Vestibolometria clinica e strumentale, Claudio Vicini, quaderni monografici di aggiornamento.
Ipoacusia


L’organo vestibolare situato nell’orecchio interno è un analizzatore di velocità angolari e di accelerazioni lineari. Tale definizione, può non essere del tutto chiara, ma ci permette di individuare negli organi di equilibrio un continuo riconoscimento della nostra posizione nello spazio circostante. In ogni istante l’orecchio informa il cervello sulla posizione della nostra testa e del nostro corpo. Tale informazione viene rappresentata a livello cosciente nel cervello dandoci la consapevolezza di essere in equilibrio in relazione agli oggetti circostanti.
Bibliografia di riferimento
Audiometria clinica, Giordano-Albera-Beatrice, edizioni Minerva Medica
Audiologia e Foniatria, Albera-Schindler, edizioni edizioni Minerva Medica
Vestibologia Clinica corso teorico-pratico, Università degli Studi di Firenze
Vestibolometria clinica e strumentale, Claudio Vicini, quaderni monografici di aggiornamento.
Vertigini


Bibliografia di riferimento
Audiometria clinica, Giordano-Albera-Beatrice, edizioni Minerva Medica
Audiologia e Foniatria, Albera-Schindler, edizioni edizioni Minerva Medica
Vestibologia Clinica corso teorico-pratico, Università degli Studi di Firenze
Vestibolometria clinica e strumentale, Claudio Vicini, quaderni monografici di aggiornamento.
Acufeni





